Rete Telecom, avanti con la separazione



L'Istituto Bruno Leoni guarda con interesse al progetto, annunciato dal commissario Reding, di istituire a livello europeo un obbligo, a carico degli incumbent nel settore delle telecomunicazioni, di separazione funzionale. Un medesimo soggetto non può infatti gestire l'accesso e gli investimentinella rete ed, al contempo, operare nel mercato, senza incrinare la concorrenza: è necessario separare le due funzioni.

Per Rosamaria Bitetti, fellow dell'Istituto Bruno Leoni: "il modello inglese, che comporta la netta separazione della gestione, seppur non quella della proprietà, della rete può rappresentare una soluzione auspicabile. A patto, però, che venga perseguita con credibilità e serietà, in un contesto istituzionale che renda la separazione funzionale non solo virtuale, ma reale. Altrimenti, dovremo presto unirci alla richiesta, avanzata dai commissari Verheugen e Kroes, di una forma di separazione più radicale, quella proprietaria, che comporti un minore impatto regolamentare. Maggiore chiarezza è particolarmente necessaria nel mercato italiano, dove da più di un anno si discutono e si dimenticano nuove regole, in una situazione di incertezza regolatoria che ha già inciso profondamente sull'assetto proprietario dell'incumbent - allontanando possibili acquirenti - e più in generale sulla concorrenza in un settore così importante come quello delle telecomunicazioni".



Separare le reti per liberalizzare il tlc - Carlo Stagnaro - Il Tempo- 27-09-07


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