Nuovo indice della libertà economica



ITALIA 64MA, DIETRO MONGOLIA E BELIZE


Secondo l'Indice elaborato da Heritage Foundation, Wall Street Journal e Istituto Bruno Leoni, l'economia più libera del mondo resta Hong Kong (considerata libera al 90.3%). L'Italia è classificata
al sessantaquattresimo posto (libera al 62,5%), con un punteggio dello 0,2 peggiore rispetto al 2007. Prima dell'Italia, anche Albania (56), Bulgaria (59), Arabia Saudita (60), Belize (61) e Mongolia (62).

L'Indice stima il grado di libertà economica, considerata come assenza di ostacoli da parte dello Stato all'agire individuale, attraverso dieci parametri: libertà imprenditoriale; libertà di scambio; libertà fiscale; libertà dallo Stato; libertà monetaria; libertà d'investimento; libertà finanziaria; diritti di proprietà; libertà dalla corruzione; libertà del lavoro. Tali parametri si concentrano pertanto sia su fattori macro-economici, sia su indicatori che consentano di stabilire la facilità o la difficoltà di aprire e gestire un'attività economica. Secondo molti aspetti (per quanto riguarda la politica monetaria e il peso delle barriere doganali ad esempio), il nostro Paese è beneficiato dall'appartenenza al club europeo.

Il punteggio dell'Italia in queste classifiche di libertà economica è praticamente il medesimo dal 1995. Alcuni indicatori sono migliorati (il punteggio in termini di libertà del lavoro è ora del 73,5%, ad esempio), ma altri restano fortemente negativi. L'Indice in particolar modo segnala la rilevanza della "questione fiscale", con imposte ancora troppo alte (libertà fiscale: 54,3%); la difficoltà nel riformare la spesa pubblica (libertà dallo Stat 29,4%); l'eccessiva durata e complessità dei procedimenti, che porta a valutare negativamente il grado di tutela dei diritti di proprietà (diritti di proprietà: 50%); il perdurante peso della corruzione percepita (libertà dalla corruzione: 49%).

L'Italia è considerata una economia "moderatamente libera" ed è classificata come la 29ma economia
più libera, sulle 41 considerate parte del blocco europeo. A pesare su questo giudizio, non sono solo le difficoltà del nostro Paese - ma soprattutto la capacità di riforma che hanno al contrario dimostrato altre realtà (i Paesi dell'Est europeo come quelli balcanici).

L'economia più libera del mondo è anche quest'anno Hong Kong. Seconda è Singapore, terza l'Irlanda (primo Paese europeo in classifica). Gli Stati Uniti occupano il quinto posto, il Cile l'ottavo posto, la Danimarca l'undicesimo posto e l'Estonia il dodicesimo.

Secondo Carlo Stagnaro, uno dei direttori dell'Istituto Bruno Leoni che è partner di Wall Street Journal
e Heritage Foundation per questa ricerca, "questo Indice della libertà economica ci consegna un ritratto fedele del nostro Paese almeno da un punto di vista: la sua difficoltà nel cambiare passo". Continua Stagnar "l'Index of Economic Freedom non è un indice di svilupp non ci dice che 'siamo messi peggio' dell'Albania, del Belize e della Mongolia. Ci dice però che teniamo in vita più barriere alla libera espressione della creatività imprenditoriale, di quanto facciano questo Paesi. In qualche maniera, non ci dice come 'siamo messi oggi': ma come staremo domani, se è vero come è vero che un basso grado di libertà economica inibisce la crescita". Conclude Stagnar "l'Index of Economic Freedom ci dice che i due nodi da sciogliere sono tasse e spesa pubblica. E' un'analisi condivisa da più parti, e dovrebbe essere condivisa anche la preoccupazione per il nostro costante arretrare in queste classifiche internazionali".



Index of Economic Freedom 2008 - La posizione dell’Italia - 15-01-08
Index of Economy Freedom - Testo integrale - Heritage Foundation


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