Partecipazione agli utili e cogestione - A.Teso - 9-09-09


Solo in pochi media hanno dato l’opportuno risalto a dichiarazioni e processi legislativi in corso supportati da alcuni importanti Ministri.

Ministri che citano come esempio la Germania, che invece sta tentando di svincolarsi dall’errore commesso. E noi Italiani non siamo tedeschi.

Non mi pare si colga che la realizzazione di un tale progetto porta l’Italia a divenire un Paese Socialista, avendo già noi una enorme presenza di spesa e gestione pubblica, fra le maggiori d’occidente.

Ciò in una epoca che ha avuto il crollo del Socialismo reale per manifesto fallimento economico e sociale e l’affermarsi del Liberalismo, basato sulla sussidiarietà e sulla valorizzazione delle capacità e libertà di ogni individuo.

Auguriamo che autorevoli interventi sui media, che ho sollecitato, sia come informazione che con opinionisti ed aziendalisti esperti di mercato e concorrenza globale, possano superare la poca trasparenza in atto su tale progetto e permettere una adeguata riflessione.

Allego la scarsa bibliografia che fino ad oggi ho reperito che analizza le gravi disfunzioni che creerebbe tale legislazione e una check list sul perché NO .

 


                                                                                      Adriano Teso


 
RIEPIOLGO DELLE MOTIVAZIONI SINTETICHE SUL PERCHÉ NO:

L’ utile aziendale è il rsultato di un mix estremamente vario di fattori (vedi l’ottima analisi di Debenedetti nel www sottoindicato) e la produttività generica non ha significato; dipende inoltre dal comportamento e dalla capacità dei competitors mondiali.

Parlare di utile aziendale e misurarlo, significa parlare e discutere di tutto: patrimonializzazione, leve finanziarie, opinabilità delle spese, investimenti, tempi dei risultati, gestione della liquidità, politica dei dividenti etc.

I Bonus variabili, che premiano la capacità di ottenere risultati, devono essere legati alla reale capacità dell’individuo ed all’obbiettivo che gli si affida e non a generici risultati che sommano capaci e modesti o peggio. Oggi le attività legate alla capacità individuale sono circa il 90 % delle posizioni aziendali. Non ci sono più fabbriche con catene di montaggio alla “tempi moderni”; da Direttori di giornale lo dovreste ben sapere.

La partecipazione agli utili è un vero incremento del costo del lavoro. Dovrebbe invece esservi un alleggerimento del costo. Già ora fatto 100 il costo aziendale, al dipendente va in tasca circa 40.

O è una pressione fiscale ulteriore in un Paese che ha già una delle più alte tassazioni sulle aziende del mondo occidentale.

Il percepire gli utili senza avere la proprietà dell’azienda che li produce è sostanzialmente un esprorpio. Tutti vorrebbero avere il godimento dei beni senza l’esborso per possederli.

 
Domande:

Ma se qualcuno vuole intraprendere e cogestire, non ha già lo strumento delle Cooperative con tante agevolazioni? Ammettendo che teoricamente siano cogestite. O vogliono espropriare?

Se dicono “sarà libera contrattazione”, che bisogno c’è di una legge e perché le parti non lo hanno mai voluto fare?

Per le società quotate, non basta che acquistino azioni e partecipino alle assemblee?

Partecipazione agli utili vuole anche dire partecipazione alle perdite? Vuol dire che in  aziende che non raramente perdono per alcuni anni i dipendenti percepiscono una retribuzione minima legale?

 
Note:

Non è vero che il Senato sta esaminando solo la libera contrattazione fra le parti ed incentivazione di una partecipazione agli utili. Il Senato sta ricongiungendo ben quattro Disegni di Legge che sostanzialmente consegnano le aziende private in mano al sindacato. Vedi l’ODG della seduta del 30 Giugno delle commissioni VI e XI riunite, reperibile sul sito del Senato.   

Come diceva papa Woytila per la Chiesa, anche l'azienda non è una democrazia. Ci sono azionisti che mettono soldi per perseguire un fine. E l'utile non è che il risultato di strategie, progetti, organizzazioni
e tempi diversi e presi con decisioni assolutamente soggettive.

 
ben argomentato articolo di Franco Debenedetti
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/08-settembre-2009/partecipare-utili-inutile_2.shtml

e di Antonio Martino
http://www.studiliberali.it/uploads/LAVORO/lllusione%20della%20partecipazione.pdf
http://www.studiliberali.it/uploads/ATTUALITA/Gli%20economisti%20%20le%20previsioni%20e%20altre%20amenita.pdf

e l’opinione del past president della confindiustria tedesca Hans Olaf Henkel
http://www.studiliberali.it/uploads/LAVORO/DIE%20ETHIK%20DES...pdf

ed addirittura Calearo del PD
Calearo, la partecipazione agli utili è una fuga dalla realtà - MilanoFinanza - 1-09-09

E i mondo del lavoro è cambiato. E’ ora di aggiornarsi
http://www.studiliberali.it/uploads/documents/il%20mondo%20del%20lavoro%20%C3%A8%20cambiato..AT%2008-08.pdf

 


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