Aiuti di stato ai soliti noti? - A.Teso - 8-10-08


I fabbricanti di auto iniziano a chiedere sussidi di Stato, con la scusa del rallentamento delle vendite. Da sempre l’Europa, ma soprattutto l’Italia, spendono un sacco di soldi anche per l’agricoltura. Rottamazioni ci sono per i motocicli e quant’altro. Abbiamo speso negli anni cifre impressionanti per la chiusura di impianti siderurgici, per le lavatrici, per industrie decotte, incapaci e senza un futuro.  

Nel gruppo di lavoro Industria del Centro di Sudi Liberali viene ribadito che sempre, ma soprattutto in un momento come questo di mancanza di liquidità per tutti, sono da evitare preferenze verso alcuni tipi di industria. Certo, l’industria nazionale sopporta fardelli maggiori che in altre nazioni sono molto più lievi. Ma se viene deciso di impiegare soldi per occupazione e sviluppo economico, questi devono andare prioritariamente verso la riduzione della pressione fiscale e contributiva delle aziende e per lo sviluppo delle infrastrutture della logistica.

Viene, inoltre, ricordato che per i rallentamenti di mercato esistono le casse integrazioni. Perché ci devono essere industrie che devono essere aiutate a fare utili, mentre tutte le altre devono cavarsela per conto proprio. O chiudere per lasciare spazio a chi fa meglio e sa essere vincente con la concorrenza internazionale.

Se i Governi si limitassero a fare regole uguali per tutti lasciando che sia il cittadino a decidere cosa e da chi comprare, invece che avere promozioni e saldi di alcuni beni e a favore di pochi, con i soldi di tutti noi, risparmieremmo un’ infinità di denaro, di inutile burocrazia e non verrebbe distorta e deresponsabilizzata la concorrenza.

       Adriano Teso 


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