ECONOMIA


Lo sviluppo dell'economia è essenziale per produrre le risorse da investire equamente sia in nuova R&D, per garantire la continuità della crescita, sia da destinare alla socialità. I principi ormai universalmente riconosciuti nelle realtà economiche mondiali che sanno svilupparsi e per noi costante punto di riferimento, sono:
rendere competitivo il Sistema nazionale per la parte dell' Amministrazione Pubblica, migliorando la produttività, eliminando gli sprechi ed i posti di lavoro improduttivi, grazie soprattutto ad una forte spinta alla sussidiarietà, eliminando gli ostacoli che limitano lo sviluppo di imprese e imprenditorialità;
 
eliminare qualsiasi ostacolo che limiti la concorrenza, la trasparenza del mercato  e non permetta abusi e rendite di posizione, incentivando l’attività delle associazioni dei consumatori laddove non esista un sostanziale potere contrattuale individuale;

eliminare i vincoli e le norme che limitano un reale mercato del lavoro, flessibile e premiante i risultati
e le professionalità. Spetta allo Stato la sola fissazione delle regole minime atte ad evitare abusi, rischi e sfruttamenti; con ammortizzatori sociali semplici-certi-incentivanti;

eliminare la logica assistenziale alle imprese da parte dello Stato, che non deve fare raccolta
e ridistribuire loro risorse, alleviando la pressione fiscale. Non devono esservi favori a determinate categorie d'aziende o specifici tipi d'investimento. L’impresa e l’imprenditorialità devono potersi sviluppare orientate dalle richieste dei mercati in continua e rapida evoluzione;  

privatizzare la previdenza sociale con l’incentivo a fondi pensione e la progressiva eliminazione degli obblighi contributivi verso l'INPS, eliminando gli oneri impropri sulle retribuzioni;

liberalizzare ed incentivare la costruzione di infrastrutture logistiche (ferrovie, porti, strade) garantendo un mercato competitivo anche realizzando finalmente una adeguata quota di energia rinnovabile o nucleare con costi pari a quelli dei competirors mondiali;

semplificare al massimo i processi amministrativi ed autorizzativi per incentivare la nuova imprenditorialità;

abolire tutte le sovrastrutture, gli enti, le attività dello Stato inutili e/o ripetitive ed avere orari di lavoro e produttività pari a quelli dei sistemi produttivi, anche mediante l’impegno ad almeno 40 ore
di lavoro settimanali e non più di 25 giorni lavorativi di ferie e festività;

escludere a che normali associazioni professionali operino quali corporazioni di Stato (sindacati e ordini professionali), che limitano la concorrenza e il continuo giudizio del mercato; 

attribuire al sistema produttivo solo oneri sociali di competenza (assicurazione infortuni di forma privata, scelta del tipo di pensione e pagamento della stessa a carico dei singoli, ecc.);

rilanciare fortemente la ricerca scientifica, le attività a contenuto tecnologico e la produzione energetica, con nuove tecnologie, mediante incentivi fiscali per gli investimenti ad alto rischio di successo ed una politica del territorio improntata ad un suo migliore utilizzo;

attribuire concessioni solamente laddove vi sono monopoli naturali e infrastrutturali, garantendo 
elevati vincoli per trasparenza e funzionamento del mercato, premiando chi offre il servizio migliore a minor costo con gare, aste concorrenziali in continuo per periodi non lunghissimi, vincoli qualitativi
e di sviluppo, capitolati adeguati;

avere una giustizia amministrativa tempestiva e con certezza del diritto ed una adeguata lotta
alla corruzione ed ai conflitti di interesse;

avere una gestione del cambio € e patti bilaterali dell’interscambio commerciale, atti ad impedire deindustrializzazioni difficilmente ricostruibili;

fare uscire lo Stato da tutte le imprese economiche laddove è possibile creare una adeguata concorrenza sul Mercato;
 
il tutto comporta una notevole diminuzione dei costi dello Stato ed una conseguente elevata riduzione della pressione fiscale e quindi della evasione.

Il mondo sta andando ad un’altra velocità. Molte nazioni non sono in crisi. E noi partiamo da lontano per poterle inseguire.

Ottobre 2009


BIBLIOGRAFIA
Squinzi: «Se chiudono le imprese muore il Paese. Patto tra produttori» - L.Orlando - Corriere della Sera - 13-04-13
Subito governo stabile e forte per vincere la crisi oppure elezioni. Lo diremo anche il 13 aprile a Bari-S.Berlusconi-5-04-13
Blanchard (Fmi): «In Italia produttività ferma da troppo tempo» - A.Merli - Il Sole24 Ore - 28-03-13
Analisi assolutamente sbagliate su quanto pagato da Finmeccanica - A.Teso - 16-02-13
L'annus horribilis delle imprese italiane: 100mila chiusure - rainews24.it - 13-02-12
Il titanio del Beigua risanerebbe l’economia italiana, ma c’è chi dice no, sbagliando - tigullionews.com - 5-02-12
Il passo indietro della competitività Taglio dei costi, Madrid batte Roma - F.Fubini - Corriere della Sera - 18-01-13
Dove vince il made in Italy - G.Ferraino - Corriere della Sera - 18-01-13
Tutto quello che non ci dicono sui soldi pubblici Prelevati 11.860 euro da ... - D.Taino - Corriere della Sera - 12-01-13
Se il cambio (l'euro) è rigido vince chi tiene più bassa l'inflazione. Così mentre Germania...-V.Lops-Il Sole24 Ore-9-01-13

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