Formazione e Cultura


Il futuro d’ogni individuo e, di conseguenza della nazione, dipende dalla sua cultura, che è il risultato della sua formazione.
Il primo grande formatore, che gli lascerà un “imprinting “ fin dai primi mesi di vita e per sempre, è la famiglia. I genitori sono decisivi per ciò che potrà essere il ragazzo da grande. Non esistono ancora particolari scuole per essere genitori, ma anch’essi devono fare il massimo sforzo per imparare il mestiere più impegnativo del mondo.
  Il secondo grande formatore, in ordine di tempo, è la
scuola con i relativi
compagni di classe ed gli amici. Anche l’insegnante è un mestiere difficilissimo.
Non tanto nella istruzione di varie materie, quanto nella formazione del carattere e della filosofia di vita. Anche qui, certamente, i genitori possono sorvegliare e correggere.

Poi esistono i formatori per tutto il resto della vita: i media. Giornali, radio, televisioni e comunicatori d’ogni tipo tentano di inculcarci informazioni, analisi e soluzioni secondo il loro punto di vista ed i propri interessi, spesso economici o politici.

L’individuo, se non ha ricevuto un buon “imprinting” famigliare, correrà più rischi nel farsi condizionare
e di conseguenza agire secondo i “suggerimenti” dei media. Fortunatamente oggi internet offre un panorama informativo molto più vasto ed universale, che permette di confrontare notizie e farsi opinioni più vicine al vero. Capire la verità, tuttavia, costa lavoro e fatica, anche se oggi le fonti sono veramente numerose e variegate: ma lo sono anche le trappole disinformative.

Quindi, come il grande statista Thomas Jefferson insegnava: occorre avere un’opinione propria basata “sulla sfiducia nei confronti dei governanti. Sull’idea che un libero governo si fondi sulla diffidenza e non sulla fiducia, sulla teoria che il migliore governo sia quello che governa meno, sulla responsabilità individuale e non sul paternalismo, sull’avversione alle caste, sulla dispersione del potere ( e dell’informazione, ndr ) e non sulla sua concentrazione, sull’istruzione ed il miglioramento della popolazione, con l’incrollabile fiducia nella sua capacità d’autogoverno”.

Ecco quindi che il senso del dovere e dell’etica spiegato e praticato in famiglia, il rispetto reciproco fra insegnante ed allievo, dove genitori e docenti devono essere tali e non amici o compagni
di avventure, sono basilari per evitare ai propri figli ed allievi, un futuro di irresponsabilità, prepotenza, violenza, ignoranza. In modo che questi, a loro volta, possano esse bravi genitori ed insegnanti.
Purtroppo oggi il quadro è lontano dall’essere confortante: famiglie assenti, che avviano ad essere “furbi”, se non addirittura criminali ed insegnanti che non possono certamente essere presi ad esempio, sono casi purtroppo non così rari. Il tutto agevolato, spesso, da una stampa ed una televisione “gridata” e scandalistica, dove chi urla di più ha ragione, dove la maleducazione e l’arrivismo a tutti i costi sembra siano vincenti.

La legislazione in questo campo può fare abbastanza: regole scolastiche e relativi poteri al suo management che impongano una buona educazione e comportamenti consoni ad allievi ed insegnanti. Così come ricordare il rispetto d’alcune regole giornalistiche, diventate legge, ma molto disattese.
Un doveroso riconoscimento in questo settore lo dobbiamo dare, noi partigiani della laicità dello Stato, alla Chiesa Cattolica, ma non solo ad essa, che ha supplito e tutt’ora supplisce alle carenze di informazione e di formazione etica di famiglie, insegnanti, media e politici. Ma la Chiesa è per i credenti o per quanti vogliono accostarsi ad essa. Lo Stato deve invece provvedere a tutti.

Un altro gran contributo alla realizzazione dell’individuo ed al suo sostentamento può essere fornito
dalla collaborazione fra stato ed economia sull’analisi dello sviluppo scientifico-economico e, quindi, sulla definizione delle figure professionali che avranno un certo futuro. Sarebbe opportuno si limitasse la supposizione che tutti possano essere avvocati, medici, finanzieri o star televisive e si ricordassero, anche, i tanti lavori artigianali ricchi di soddisfazioni economiche ed intellettuali.

Servirebbero, inoltre, maggiori spazi a programmi di formazione, definiti dalla singola scuola in collaborazione con le famiglie, in modo d’adeguare meglio la preparazione dei ragazzi alla veloce evoluzione delle tecnologie e delle organizzazioni economiche e sociali.

Auspichiamo vengano assegnati maggiori spazi, anche, alla scuola privata ed alla privatizzazione
di quella pubblica
, mediante fornitura di un buono ad ogni allievo, spendibile nell’istituto che la sua famiglia ritiene migliore, fino al termine dell’istruzione obbligatoria, che deve essere completamente gratuita. Così come, completamente gratuiti, devono essere gli ulteriori studi per i giovani assolutamente meritevoli in discipline finalizzate alla Ricerca ed allo Sviluppo di aree tecniche e scientifiche.

Agosto 2008

BIBLIOGRAFIA
Addio ai contributi scolastici per le famiglie non abbienti - tigullionews.com - 17-07-13

Il terrorismo rosso meglio di quello nero? - A. Cervi - 20-01-13
Il concorso tartaruga. Dopo cinque anni i risultati degli scritti - P.F.Borgia - Il Giornale - 3-01-13
La cultura di Stato? Uccide la cultura - F.Cavazzoni - Il Giornale - 22-11-12
Musulmani nelle scuole cattoliche La confusione sull'ora di religione - R.Tottoli - Corriere della Sera - 13-11-12
Il rettore taglia le spese ma si raddoppia lo stipendio - Il Giornale - 2-11-12
Università meno efficienti, ma più care Rispetto al 2011 rette più alte del 7% - L.Varlese - La Repubblica - 28-10-12
Job Day "compito"- I. Padoan - 25-10-12
Job Day, una giornata particolare! - youimpresa.it - 19-10-12
Riviste (per nulla) scientifiche - G.A.Stella - Corriere della Sera - 17-10-12

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