Industria


Oggi tutto il mondo compete per offrire al mercato prodotti industriali d’alta qualità e di basso costo.
La ricerca scientifica e la gran dimensione sono essenziali per poter competere
.
  Solo attraverso la ricerca scientifica, infatti,
si possono migliorare le merci e le tecnologie,
per affinare la qualità ed i risultati che essi offrono. La dimensione, inoltre, è la base essenziale per automatizzare, aumentare la produttività ed abbassare i costi. Date le maggiori misure necessarie per competere
da vincenti, il mercato di sbocco non può
che essere mondiale. Da queste premesse è semplice dedurre che una logistica efficiente
e
competitiva, quindi porti, linee ferroviarie ed aeree, infrastrutture e snodi intermodali, sono la base portante dello sviluppo economico.

Il parametro di cosa si deve fare sono sempre gli “altri”: è con gli “altri” che si compete. Occorre misurarsi riguardo a tutta la ricerca che essi realizzano, a quanti scienziati sfornano le loro università, a quanto lo Stato investe nella ricerca pura, alla dimensione delle loro aziende, a quante ore lavorano, a quanta flessibilità esiste nell’adattare gli organici ai risultati ed alla domanda dei clienti, come pure ai vincoli legislativi e normativi da rispettare.

Tutto ciò deve essere compiuto soprattutto in Italia ed Europa, poiché non possono contare su rendite energetiche o di materie prime. Dobbiamo procurarcele all’estero e, per assicurarcele, siamo obbligati a dar loro qualcosa in cambio. La sola cosa che possiamo fornire sono prodotti industriali, siano essi manifatturieri o agricoli. Non illudiamoci che l’Italia e l’Europa siano in grado di sopperire a ciò con fantomatiche vendite di servizi o, solamente, con il turismo ed il lusso.

Turismo e lusso sono rilevanti, certo, procurano occupazione ed immagine, ma sono una percentuale insufficiente a mantenere 60 milioni d’Italiani e 400 milioni di Europei. I servizi, importanti per lo sviluppo economico, esistono se vige un sistema economico-industriale locale. Non vivono senza di lui.

L’Italia possiede un patrimonio di piccoli imprenditori e d’intelligenze scientifiche che il mondo c’invidia. Dobbiamo solo non ostacolarne la crescita e lo sviluppo, offrendo loro pari opportunità con le nazioni oggi più competitive sapendo, anche, che abbiamo l’obbligo di recuperare un ritardo molto rilevante. Basta leggersi le varie classifiche sulle nostre capacità competitive e sulle libertà economiche che stanno alla base dello sviluppo.

Agosto 2008

BIBLIOGRAFIA
Quegli undici imprenditori e la cruda solitudine del lavoro - D.Di Vico - Corriere della Sera - 1-03-10
Imprese. Urso (Pdl): "Aboliamo i dazi su materie prime" - L’Occidentale - 22-02-10
Fiat, la lunga storia degli aiuti di Stato - M.Mucchetti - Corriere della Sera - 6-02-10
Il divorzio auspicabile tra Fiat e governi - O.Giannino - Chicago Blog - 5-02-10
Salvare le fabbriche non è un dovere - F.Forte - Il Giornale - 5-02-10
Galli (Confindustria): «Aumentare la produttività per far crescere le retribuzioni» - N.Picchio - Il Sole24 Ore - 3-02-10
Decalogo per il rilancio - Il Sole24 Ore -7-01-10
Mobili e giostre conquistano il mondo - M. Fortis,  S. Corradini - Il Sole24 Ore - 29-12-09
Il nostro paese è il secondo produttore mondiale di mobili - ICM Research - 2009
Quello che Sturzo pensava degli aiuti alla Fiat - O.Giannino - Panorama - 3-12-09

FRASI CELEBRI

Stampa questa pagina