Infrastrutture


Trasporto aereo
- In Italia il trasporto aereo è soggetto agli oneri di pubblico servizio. Invece di garantire l’universalità del servizio, questi hanno finito per costituire una barriera all’entrata, e quindi vanno aboliti per consentire una maggiore liberà di accesso al mercato di nuove compagnie aeree che sarebbero disposte a volare in Italia.
  Malpensa è l’unico grande aeroporto europeo che non soffre di congestione e può immediatamente cercare nuove compagnie disposte a volare. Il problema principale riscontrabile nel settore è
la presenza di monopoli naturali nell’ambito aeroportuale. Gli aeroporti beneficano di questa situazione ed hanno dei margini molto elevati.
La privatizzazione dei sistemi aeroportuali potrebbe portare ad una gestione più efficiente degli stessi.
La liberalizzazione delle rotte internazionali deve essere un obbiettivo prioritario e potrebbe aiutare Milano Malpensa ad uscire dalla crisi. La costruzione di un nuovo scalo low cost a Viterbo è positiva per il sistema aeroportuale laziale.
La liberalizzazione europea del 1997 ha iniziato a dare i suoi frutti circa 5 anni dopo la sua entrata in vigore, e nei prossimi anni si vedranno i risultati della liberalizzazione atlantica (USA-UE) entrata in vigore nell’aprile del 2008.

Trasporto ferroviario -
In Italia il mercato ferroviario non è liberalizzato: la separazione formale di rete
e operatore ferroviario è solo formale, perché sia Rfi che Trenitalia sono partecipate al 100% dalla stessa holding, Ferrovie dello Stato. Trenitalia è monopolista del mercato, dove detiene una quota del 92% nel settore merci e del 95% nel settore passeggeri.
Sulla carta è possibile competere, tanto che alcuni operatori merci alternativi a Trenitalia stanno aumentando lentamente le loro quote di mercato e alcuni operatori nel settore passeggeri entreranno nel mercato nei prossimi anni. Oltre alla mancata separazione tra Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), che crea un sistema di sussidi incrociati, si ha la barriera all’entrata degli oneri di servizio pubblico, che vanno riformati.
La creazione della rete ad alta velocità consentirà una maggiore concorrenza tra gli (eventuali) operatori, in quanto creerà una maggiore disponibilità di tracce orarie.
Si deve eliminare la contrattualistica a livello nazionale perché favorirebbe il monopolista Trenitalia.
Trenitalia opera in regime di quasi monopolio pubblico e, nonostante questo, nel 2006 ha accumulato perdite per circa 2 miliardi di euro, nonostante i prezzi dei biglietti siano aumentati anche del 15% l’anno e nonostante i contributi statali e regionali. Il 55% dei costi è attribuibile al personale, decisamente in esubero.
La liberazione completa del trasporto ferroviario deve essere un obbiettivo primario del governo, assieme alla privatizzazione di Trenitalia e Rfi (vietando la possibilità di un azionariato incrociato o altri conflitti di interesse tra gestore della rete e operatore del servizio).
Per la realizzazione della rete ad alta velocità si deve ricorrere anche al capitale privato e si deve snellire la burocrazia e le procedure di appalto. Si deve inoltre istituire un sistema di gare che consenta una reale concorrenza tra gli operatori.

Trasporto marittimo/porti - Se il trasporto marittimo dei passeggeri trova un ridimensionamento in favore del trasporto aereo, il trasporto marittimo delle merci appare invece in espansione. Il nostro sistema portuale soffre però di evidenti deficienze infrastrutturali, di ritardi e di mancanza di liberalizzazioni. Nel 1994 si è passati dal codice della navigazione ad una forma piuttosto intrusiva di “mercato regolato”, che affida alle autorità portuali (un ente di diritto pubblico di matrice mista pubblico-cooperativa) una funzione di “indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali”, che di fatto limita pesantemente il settore e costituisce una barriera all’entrata per nuovi operatori, con il contingentamento ingiustificato delle operazioni portuali e dei servizi portuali. Il legislatore è riuscito ad aggirare le richieste della Comunità Europea e ad emanare delle leggi che non scontentassero i sindacati delle maestranze portuali, i cosiddetti “camalli” con varie regolamentazioni che finiscono per mettere delle barriere all’entrata in tutti i servizi portuali. A complicare la situazione si ha la presenza del colosso pubblico Tirrenia, controllato al 100% da Fintecna e quindi statale, che beneficia di contributi statali per il servizio pubblico in misura pari alla metà dei suoi ricavi, il che impedisce lo sviluppo di una reale competizione tra le compagnie di short sea shipping e crea forti distorsioni del mercato. Si propone, quindi, l’abolizione del contingentamento delle autorizzazioni per le operazioni e per i servizi portuali, l’apertura del mercato dell’avviamento di manodopera, dei servizi tecnico nautici e degli altri servizi di interesse generale, abolendo i modelli monopolistici l’abolizione delle clausole sociali dei bandi di gara e la privatizzazione di Tirrenia.

Strade ed infrastrutture -
La rete stradale ed autostradale italiana è, per densità, nella media europea.
La rete ferroviaria e quella di treni ad alta velocità sono invece sotto la media. Sia in termini di popolazione servita che di estensione della rete, l’Italia presenta inoltre una dotazione di trasporto rapido di massa, ossia di metropolitane e tramvie veloci, molto al disotto degli altri paesi.
Sia nel caso di infrastrutture a pedaggio che in riferimento alla rete ordinaria di proprietà pubblica, in presenza di elevati livelli di congestione gli introiti dei gestori – pedaggi ed entrate fiscali – coprono con ampio margine i costi di investimento e quelli di manutenzione e consentono di realizzare nuove infrastrutture a carico degli attuali e dei futuri utenti, senza pesare sui non utenti che non ne traggono benefici significativi. Occorre trasferire a livello locale le competenze relative alla realizzazione e al finanziamento di nuove infrastrutture, riducendo le entrate fiscali dello Stato nella misura della diminuzione delle spese per investimenti.

Settembre 2008


BIBLIOGRAFIA
Treni regionali, l’incubo dei pendolari Classifica delle peggiori tratte ferroviarie-A.Castaldo-Corriere della Sera-9-12-13
La maxifattura per il ponte che non ci sarà mai - S.Rizzo - Corriere della Sera - 27-05-13
Aeroporti, ora scoppia la guerra dell'Appennino - E.Ferrara - La Repubblica - 1-12-12
Il trasporto pubblico locale e la concorrenza - F.Gastaldi, L.Quaglino, C.Stagnaro - IBL - 23-07-12
Passera: 100 miliardi per le infrastrutture e colpo di acceleratore sui project bond ...-M.Bartoloni-Il Sole24 Ore-16-05-12
La separazione delle reti ferroviarie - U.Arrigo, V.Ferri - IBL - 14-05-12
L’Authority fantasma: troppi nemici dai taxi agli aerei - S.Rizzo - Corriere della Sera - 14-05-12
Più concorrenza ? Treni privati, binari di Stato - A.Puato - Corriere della Sera -14-05-12
L’Italia paralizzata dai "no": 331 opere restano bloccate - F.Angeli - Il Giornale - 3-03-12
La Statale 106 in mano alla 'ndrangheta - B.Simonetta - Corriere della Sera - 24-02-12

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