Moda e Abbigliamento


La moda ha accompagnato l’umanità dai suoi primordi e ha avuto un ruolo importante nella storia da molti punti di vista: economico, sociale, psicologico, culturale e artistico. Attraverso la moda e il “costume” si potrebbe ripercorrere, la recente storia dell’umanità, perché intorno a questo variegato mondo gira una parte rilevante dell’economia mondiale.
Nel comparto operano quasi 70.000 aziende con 1.080.000 occupati, il 61% dei quali di sesso femminile, 640.000 nel settore industriale. Il valore dell'export è 42 miliardi di euro, pari a circa il 12% del totale delle esportazioni italiane, il saldo attivo della bilancia commerciale è uguale 16,5 miliardi di euro; questo comparto è, in Italia, secondo per importanza solo alla meccanica ( fonte Eurostat ).
Nonostante la flessione nell’epicentro della crisi economica internazionale, l’industria dell’eleganza made in Italy sta riprendendo sensibilmente la sua crescita complessiva.
La produzione industriale ha, infatti, registrato una variazione percentuale di +1,8 nei mesi Gennaio-Febbraio 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ( dati Istat 12 aprile 2010).


 L’industria italiana della moda è la struttura portante del Made in Italy.
Il settore tessile - abbigliamento compete alla pari con l’industria francese, anche perché si è esteso ai costumi aziendali delle imprese, degli uffici, dei servizi specializzati e dello spettacolo nelle sue varie componenti. La produzione italiana, grazie a creatività, competenza ed efficienza tecnica degli addetti si è dilatata a vari comparti: dalla persona all’arredamento della casa, degli uffici, dei grandi complessi, fino ai servizi del tempo libero.

Alla base di questo processo, che dà all’Italia punti di forza paragonabili a quelli che altri paesi hanno nel software delle industrie informatiche, vi sono componenti artistiche e culturali derivanti dal peculiare patrimonio italiano in questo ambito.

Ma vi sono anche le capacità creative e organizzative delle imprese italiane, anche piccole e medie, che hanno saputo valorizzare la peculiare cultura dei distretti industriali con innovazioni di processo e di prodotto e con formule gestionali, spesso innovative, con la  ricerca di materiali nuovi, il monitoraggio costante delle linee di tendenza, l'attenzione nei confronti di un consumatore sempre più aggiornato con esigenze diverse da nazione a nazione.

Eleganza, cultura progettuale, tradizione, ricerca stilistica, design di alto livello: sono queste le virtù che il resto del mondo attribuisce all’industria italiana.

La moda è fuggevole e variabile, ma ha bisogno di una struttura stabile e compatta. La Moda Made in Italy poggia su radicate basi fatte di marchi secolari, di storia e di tradizioni territoriali, il cui fascino consiste nella capacità di dare l’impronta a un intero stile di vita: chi li compra acquista un’emozione.
Il difficile compito degli imprenditori è offrire prodotti che mantengano tutta la loro carica evocativa, ma al tempo stesso creino valore… Il prodotto, in sintesi, dovrebbe essere valorizzato lungo tutto il suo percorso di vita: dal produttore fino all’esercizio commerciale per accrescere il suo appeal facendo capire al consumatore la qualità intrinseca dei nostri manufatti.

Il successo delle settimane della Moda di Milano, uno fra più importanti appuntamenti del settore al Mondo che si ripete quattro volte all’anno, ed il necessario sviluppo delle sfilate di Alta Moda di Roma, devono trovare un adeguato supporto nella promozione da parte del “pubblico”, in quanto costituiscono non solo un momento di particolare impulso di uno dei più grandi rami dell’industria italiana, ma anche un notevole veicolo per il turismo, con concreti vantaggi per l’industria alberghiera, del commercio, della ristorazione, dei servizi per eventi, promozioni, fotografia e pubblicità. Lo sviluppo del settore trascina con sé una filiera estremamente importante dell’economia italiana.

Ma occorre che sia permesso a chi opera ed investe in questo ambito, di essere competitivo, levando i pesi che gravano su tutte le aziende italiane: flessibilità del mercato del lavoro e suoi costi impropri, costruzione di infrastrutture logistiche, comprese quelle turistiche - aeroportuali, facilità e gradevolezza dei soggiorni, incentivazione della ricerca, progettazione e protezione del design, adeguate scuole professionali e, come per tutti, una forte riduzione della pressione fiscale.


Aprile 2010


BIBLIOGRAFIA
Tracollo del settore moda, chiudono mille negozi al mese - Corriere della Sera - 23-11-13
Il Made in Italy sotto i tacchi - S.Giannini - Corriere della Sera - 8-07-13
Job Day, una giornata particolare! - youimpresa.it - 19-10-12
Dietro i numeri la reazione dell'orgoglio - M.Fortis - Il Sole24 Ore - 13-02-12
Meccanica e moda: l'export italiano batte la Germania - D.Di Vico - Corriere della Sera - 20-12-11
La calzatura italiana di qualità torna a correre. A Milano apre il Micam - R.Fatiguso - Il Giornale - 17-09-11
A Milano le sfilate a rischio perché i partigiani frignano - M.De Angelis - Libero - 13-09-11
Moda, è l’export la ricetta anti-crisi - M.L.Trussardi - Il Giornale - 11-09-11
Made in Italy La moda rimette in moto la filiera - I.Trovato - Corriere della Sera - 4-07-11
Sfilate En plein maschile, fatturato piatto - G.Ferré - Corriere della Sera - 27-06-11

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