POLITICHE INTERNAZIONALI


I trasporti, la logistica, ma soprattutto internet ed i satelliti hanno ridotto il mondo in un unico grande villaggio collegato ed informato in tempo reale.
Le culture dei suoi abitanti ed i loro governi sono, tuttavia, quanto mai variegate e non raramente in conflitto anche per ragioni economiche, religiose e politiche.


  La tecnologia ha portato il mondo ad azioni e reazioni estremamente rapide, che hanno coinvolto vaste areee, ma le varie nazioni non hanno ancora strumenti per governare con il necessario equilibrio tutta questa potenza. 
La globalizzazione come sappiamo porta vantaggi economici, scientifici e culturali, ma non può essere sinonimo di invasioni barbariche che distruggono aziende e mercati senza che vengano dati il tempo ed i mezzi per mantenere una stabile occupazione alle nazioni concorrenti. Oltre al fatto che la concorrenza può essere fatta se le regole del gioco sono le stesse, quantomeno quelle sociali, democratiche ed ambientali.
Per tali ragioni è necessario che l’U.E. tratti liberamente con le altre nazioni per creare scambi attraverso patti bilaterali che fissino le regole degli scambi, nel rispetto di valori fondamentali e la fissazione di cambi realistici delle valute. Realizzando anche un pareggio di interscambio. Ciò porta, man mano, ad una sorta di federalismo mondiale, dove le macroregioni sono sovrane e non vengono governate da altri, se non da patti che loro stesse sottoscrivono.
Il tutto in una cultura di vera sussidiarietà ed autonomie al fine di poter meglio collaborare, senza altri supergoverni lontani dalle realtà locali.
Qui sopra avete una visione della vastità del mondo. C’è difficoltà ad identificare il territorio italiano ed anche quello europeo. Se vogliamo essere un qualcuno non soggetto ad altri, dobbiamo conquistarcelo ogni giorno, con lo studio, il lavoro, il sacrificio, il rigore produttivo e l’etica sociale. Ed avere meccanismi che permettano ai migliori di crescere e aiutarci a crescere ed essere all’altezza del resto del mondo, dove nessuno sarà disposto a farci regali. Per noi essere già ora fra le prime 8 nazioni al mondo è quasi un miracolo, costruito con il lavoro dei nostri antenati, dei nostri genitori e da quanto noi siamo e saremo capaci di fare. Ma senza materie prime e senza territorio dovremo faticare più di altri o non potrà che esserci un relativo declino. Il mondo non ci aspetta.

Gennaio 2010

BIBLIOGRAFIA
Un altro caso Trayvon, ha un incidente d'auto e chiede aiuto nella notte: la polizia lo uccide-Corriere della Sera-18-09-13
Corea del Nord: «Via libera ad un attacco nucleare contro gli Stati Uniti » - Corriere della Sera - 3-04-13
New York, in galera per 22 anni innocente.Ve l'avevo detto che non ero stato io-F.Seneghini-Corriere della Sera-22-03-13
Chi è Xi Jinping, l'uomo che guiderà la Cina per i prossimi dieci anni - Il Sole24 Ore - 14-03-13
Anche la Cina invecchia E ora chi paga le pensioni? - R.fabbri - Il Giornale - 21-02-13
In Cina la Rete finisce in fuorigioco - Il Sole24 Ore - 29-12-12
E’ questo l’Egitto garante di pace? - D.Raineri - Il Foglio - 22-11-12
Brasile, "manuale d'estradizione" ma (ri)salvano Cesare Battisti - Libero - 17-11-12
Agli italiani piace l'America che non c'è - P.Ostellino - Corriere della Sera - 17-11-12
Le agenzie di rating minacciano la tripla a degli Usa - IL Sole24 Ore - 7-11-12

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