POLITICHE REGIONALI e LOCALI


L'approccio alla Pubblica Amministrazione locale dovrebbe avvenire secondo il principio della sussidiarietà il Cittadino, libero e responsabile, realizza in prima persona tutto quanto può fare lui stesso senza dover ricorrere al Comune, alla Provincia, alla Regione.
E’ necessario individuare, promuovere ed avviare procedure e meccanismi che favoriscono l'esistenza e lo sviluppo di un libero mercato che, per essere tale, ha bisogno d’assoluta trasparenza, di poche regole e molte certezze.


Così com’è indispensabile un arretramento della politica da tutti gli ambiti non riconducibili ad un necessario intervento pubblico.
Versare soldi alla Pubblica Amministrazione con le tasse, perché fornisca ciò che posso avere da solo, costa molto di più e crea realtà oggettive meno adatte alle effettive necessità.
 
Il solo fatto di creare un’amministrazione per riscuotere denaro, amministrarlo, progettare soluzioni e spendere, costa  molto più che realizzare quanto serve in proprio.
La Pubblica Amministrazione è soggetta a procedure e normative che rallentano le decisioni e producono risultati spesso mediocri, a costi alti.
Potrebbe essere realizzato molto con associazioni ed enti privati, più vicini all’interesse specifico, modificabili nella struttura e nell’azione secondo le esigenze del momento, liquidabili quando se ne riscontrasse l’inutilità e, quindi, più facilmente controllabili. 
Crediamo che i compiti della Pubblica Amministrazione debbano essere limitati a poche funzioni facilmente realizzabili ed effettivamente utili allo sviluppo dell’intera comunità, frutto di una specifica delega del Cittadino.
Non è la Pubblica Amministrazione che delega i poteri verso il "basso" ma, è il Cittadino che decide cosa deve fare il proprio Quartiere, Comune, Provincia, Regione, Stato e quanto vuole spendere in " tasse " per ciò che ha delegato loro a fare.
In quest’ottica riteniamo opportuno, anche, ridurre gli enti coinvolti nel governo locale e controllare i privilegi accordati alle regioni a Statuto speciale.
E' evidente che, prima di tutto, occorre un profondo cambiamento culturale, capace di frenare la voglia di statalismo, monopoli e privilegi, comuni a larghi strati della nostra classe dirigente
E' con questa filosofia che definiamo Programmi, Leggi e Delibere relative ad ogni realtà territoriale.

Maggio 2008

REGIONI
VALLE D’AOSTA, PIEMONTELIGURIALOMBARDIA,
 VENETO, TRENTINO ALTO ADIGEFRIULI VENEZIA GIULIA,
EMILIA ROMAGNATOSCANAUMBRIAMARCHELAZIOABRUZZO
,
 MOLISECAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA
CALABRIASICILIA, SARDEGNA 


Titolo V della Costituzione

BIBLIOGRAFIA
Il piano del governo per fermare le spese folli delle Regioni - S.Rizzo - Corriere della Sera - 17-03-14

Eliminare le province Alcuni consigli per procedere spediti  - A.Giurcin - IBL - 2-12-13
I costi delle Regioni Il vero federalismo non è ancora nato -  G.Rocca - Corriere della Sera - 19-09-13
Imprenditori delusi, Addio al Federalismo - D.Di Vico - Corriere della Sera - 9-09-13
Tasse, ecco i sindaci che ci massacrano di più  - F.Bechis - Libero - 4-09-13
Elezioni Regionali 2013 - Risposte alle domande più frequenti
Regioni, debiti per 130 miliardi - G.Trovati - Il Sole24 Ore - 21-01-13
Province, ecco la "nuova" mappa d'Italia - Libero - 31-10-12
Il governo taglia le province: Saranno 51. Scelta irreversibile - Libero - 31-10-12
Regioni, un dipendente su tre è di troppo - S.Rizzo - Corriere della Sera - 23-10-12

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