Sistema Elettorale

 
SISTEMA ELETTORALE PER LA CAMERA ED IL SENATO

Luglio 2007 - Gruppo di Studio: Guido Congiu, Enrico Dalè,  Alberto Geroldi, Nicola PerrottiSilvia Quilleri, Riccardo Rubessa.

Il sistema elettorale perfetto non esiste. Le leggi elettorali (siano esse di matrice maggioritaria, a turno unico o doppio, di matrice proporzionale, pura o con correttivi quali clausole di sbarramento, premi di maggioranza, ecc.) non sono in grado di assicurare congiuntamente il raggiungimento degli obiettivi di stabilità del governo e d'efficacia della sua azione, d'efficienza della macchina parlamentare, di rappresentatività politica e di migliore selezione della classe di governo.
Nella ricerca del sistema elettorale “ideale” in chiave liberale è necessario avere sempre presente quanto detto in premessa, unitamente alla consapevolezza che i sistemi elettorali d’ogni Paese sono frutto della loro storia.
Riteniamo, comunque, che un Paese liberale dovrebbe salvaguardare nel proprio sistema questi principi:

Stabilità di governo
Il governo deve essere espressione di maggioranze stabili, che gli consentano di lavorare per l’intera durata della legislatura al perseguimento del programma che deve essere obbligatoriamente presentato agli elettori, sulla base del quale si assume una responsabilità politica di fronte al Paese.
  
Garantire il rispetto della volontà del corpo elettorale

I leader delle coalizioni (preferibilmente i leader dei partiti più grandi) si presentano come potenziali Presidenti del Consiglio prima della consultazione elettorale; chi ottiene il 50%+1 dei voti ha il diritto-dovere di governare, ottenendone l’investitura dal Parlamento.
Nell’ipotesi in cui il Presidente del Consiglio fosse sfiduciato si dovrebbe tornare alle urne: non sono ammessi "ribaltoni" per non tradire l’esito delle elezioni.
Siamo contrari al riconoscimento di premi di maggioranza a quella coalizione o partito che abbia ottenuto anche un solo voto di più degli avversari, falsando, di fatto, l’esito della competizione elettorale e producendo un’ eccessiva distorsione rappresentativa.
 
Ridurre la frammentazione politica attuale
Nonostante riserve d’ordine di principio, riteniamo utile ricorrere ad una soglia di sbarramento per ogni partito del 4%, al fine di avere rappresentanza politica in Parlamento. Alla Camera dei Deputati, oggi, sono rappresentati 14 partiti, mentre al Senato della Repubblica "solo" 12.
Troppe forze politiche, di scarso seguito elettorale, sono in grado di minare la stabilità di governo attraverso l’esercizio del proprio "potenziale di ricatto".

Riformare il bicameralismo
Il Senato dovrebbe essere eletto ed organizzato su base federale.

Scelta dei candidati
I cittadini devono tornare ad essere protagonisti delle preferenze politiche esercitando, con il proprio voto, il diritto di scegliere liberamente i propri rappresentanti nelle istituzioni (con preferenze, primarie o raccolta firme). No alle liste bloccate di candidati scelti dalle segreterie dei partiti, ipotesi che si configura come un’espropriazione della sovranità popolare a danno del cittadino. No a candidature di coloro che abbiano subito condanna definitiva per reati di terrorismo, corruzione o altri gravi reati.

Rafforzare il legame tra il candidato ed il territorio
Il candidato deve di risiedere da ameno 3 anni nel collegio, vietata la candidatura multipla in più collegi. Limiti temporali per candidature di Dirigenti della Pubblica Amministrazione ed Aziende a controllo pubblico, Militari e Magistrati, sia per dimissioni da cariche che rientro nei ruoli.

Rendere più trasparenti le modalità di finanziamento della politica
Riconoscimento di rimborsi elettorali fissi per ogni eletto, modificando la legge in vigore che ha abbassato la soglia per accedere al finanziamento pubblico addirittura a partiti che "pesano" 1%. Sosteniamo in ogni modo la proposta per un finanziamento solo privato, con un tetto massimo annuale per persona. Al momento l’Italia è lontana da principi di questo tipo, che ritroviamo parzialmente e in modo variegato in altri Paesi occidentali.

Referendum sul Sistema Elettorale
Il nostro gruppo di studio ha analizzato la proposta in esame e ritiene di suggerirne la firma. Pur essendo tali proposte lontane dai principi di cui sopra, la firma rappresenta un pressante mezzo per costringere il Parlamento ad occuparsi della materia ed a chiarire le non poche contraddizioni esistenti sul tema
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Agosto 2010

Commento ai quesiti referendari - 5-07-07

BIBLIOGRAFIA
Uninominale I Referendari: ora servono proposte concrete - R.R. - Corriere della Sera - 3-09-10
Democrazia «bipolare», una discussione necessaria - A. Panebianco - Corriere della Sera - 30-08-10
Uninomimale, centinaia di adesioni bipartisan - A.Garibaldi - Corriere della Sera - 29-08-10
L'appello per il sistema elettorale uninominale e maggioritario - agenziaradicale.com - 28-08-10
«Battaglia per l'uninominale: potere di scelta ai cittadini» - Corriere della Sera - 28-08-10
APPELLO PER L’UNINOMINALE - 28-08-10
La riforma elettorale sa di zolfo - M. Ainis - Il Sole24 Ore - 12-08-10
Forma partito? La chiave è ‘discutere per deliberare’ - G. Guzzetta - Libertiamo - 7-05-10
Sistema elettorale tedesco - terranews.it - 18-04-10
Presidenzialismo all’italiana - E. Galli Della Loggia - Corriere della Sera - 19-01-10

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