Spettacolo
In una società nella quale il dibattito delle idee è costantemente influenzato da intellettuali ed artisti che vivono di risorse ottenute direttamente dalla classe politica, è quasi inevitabile che questi siano
indotti ad operare per tutelare l’ideologia e gli interessi di quel gruppo al potere.
Se si tratta il mondo dello spattacolo con le logiche protettive di decennale consuetudine, si pongono le premesse per una crisi qualitativa anche nella produzione filmica, televisiva e teatrale. E questo è esattamente avvenuto nel nostro Paese negli ultimi decenni, durante i quali la crescita della presenza statale, per esempio nel settore cinematografico, è stata accompagnata da un generale decadimento delle produzioni nazionali e dallo scarso riscontro sul mercato cinematografico estero. A tale proposito, basta confrontare il cinema italiano e quello americano. Se Oltreoceano vi è una cinematografia dinamica ed innovativa (tanto a Hollywood come nelle produzioni indipendenti) questo si deve in primo luogo al fatto che nel mondo statunitense i film restano un prodotto d'imprese di mercato, che si preoccupano di andare incontro alle esigenze del pubblico: di quello di massa come di quelli più elitario.
Sono soltanto le logiche competitive che possono fare emergere autori come Steven Spielberg o Martin Scorsese, o Francis Ford Coppola. E’ significativo che l’Italia del dopoguerra abbia dato al mondo il cinema neorealista, prima, e la commedia all’italiana, poi, quando non vi erano finanziamenti di Stato e quando mancavano commissioni incaricate di selezionare i progetti degni di essere finanziariamente sostenuti.
Un cinema italiano politicamente sponsorizzato è un cinema in cui attori, autori e registi hanno meno motivazioni, per esempio, ad andare all’estero e minori incentivi ad intraprendere nuove esperienze, mantenedo il settore dinamico e creativo.
Non vi sono validi motivi per mantenere una presenza dei poteri pubblici nel cinema o nel teatro, nell’opera
o nel balletto, che vanno al più presto restituiti al mercato.
Sintesi da Focus IBL-C.Lottieri-18-10-05
Settembre 2008
BIBLIOGRAFIA
Fondazioni lirico-sinfoniche riforma senza gloria (ma necessaria) - F.Gavzzoni - IBL - 10-05-10
Altro che contributi statali, il mercato salverà l'opera - C.Lottieri - Il Giornale - 22-04-10
La riforma degli enti lirico-sinfonici - F. Cavazzoni - chicago-blog - 17-04-10
Farefuturo contro i film di Natale: «Basta, boicottiamo il cinepanettone» - L.Zanini - Corriere della Sera - 26-12-09
«Gli artisti sono liberi solo se lo Stato non li paga» - F. Borgonovo - Libero - 15-11-09
La musica colta può vivere anche senza il contributo pubblico - F.Cavazzoni. G.Pennisi - IBL -1-10-09
Brunetta ai registi: "Arrangiatevi" - P. Bracalini - Il Giornale - 14-09-09
Un libro bianco sui “misfatti” della cultura - L.Barbareschi - Il Messaggero - 14-09-09
Uno spettacolo che non deve continuare Perchè i tagli al FUS non vanno reintegrati"- F.Cavazzoni - IBL - 25-7-09
La tv dei piccoli parla arabo - A.Morigi - Libero - 26-07-09
FRASI CELEBRI
ANALISI
SOLUZIONI E PROPOSTE
LIBRI E SAGGI
LINKS
indotti ad operare per tutelare l’ideologia e gli interessi di quel gruppo al potere.
![]() | Che questa cultura assistita sia "di destra" o "di sinistra" poco importa: l’essenziale è che vi sono autori, artisti e "operatori dello spettacolo" di vario genere che, in modo implicito e esplicito, devono rendere conto del loro operato non all’insieme del pubblico, ma a quanti sono in condizione di concedere o negare risorse pubbliche. Un altro limite dei finanziamenti statali al variegato mondo dello spettacolo, è che in questa come in ogni altra redistribuzione forzosa di risorse, vi è qualcuno che paga (il contribuente) e qualcun altro che riceve (l'artista). |
Sono soltanto le logiche competitive che possono fare emergere autori come Steven Spielberg o Martin Scorsese, o Francis Ford Coppola. E’ significativo che l’Italia del dopoguerra abbia dato al mondo il cinema neorealista, prima, e la commedia all’italiana, poi, quando non vi erano finanziamenti di Stato e quando mancavano commissioni incaricate di selezionare i progetti degni di essere finanziariamente sostenuti.
Un cinema italiano politicamente sponsorizzato è un cinema in cui attori, autori e registi hanno meno motivazioni, per esempio, ad andare all’estero e minori incentivi ad intraprendere nuove esperienze, mantenedo il settore dinamico e creativo.
Non vi sono validi motivi per mantenere una presenza dei poteri pubblici nel cinema o nel teatro, nell’opera
o nel balletto, che vanno al più presto restituiti al mercato.
BIBLIOGRAFIA
Fondazioni lirico-sinfoniche riforma senza gloria (ma necessaria) - F.Gavzzoni - IBL - 10-05-10
Altro che contributi statali, il mercato salverà l'opera - C.Lottieri - Il Giornale - 22-04-10
La riforma degli enti lirico-sinfonici - F. Cavazzoni - chicago-blog - 17-04-10
Farefuturo contro i film di Natale: «Basta, boicottiamo il cinepanettone» - L.Zanini - Corriere della Sera - 26-12-09
«Gli artisti sono liberi solo se lo Stato non li paga» - F. Borgonovo - Libero - 15-11-09
La musica colta può vivere anche senza il contributo pubblico - F.Cavazzoni. G.Pennisi - IBL -1-10-09
Brunetta ai registi: "Arrangiatevi" - P. Bracalini - Il Giornale - 14-09-09
Un libro bianco sui “misfatti” della cultura - L.Barbareschi - Il Messaggero - 14-09-09
Uno spettacolo che non deve continuare Perchè i tagli al FUS non vanno reintegrati"- F.Cavazzoni - IBL - 25-7-09
La tv dei piccoli parla arabo - A.Morigi - Libero - 26-07-09
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